Claudio: «non ero in me, non volevo attaccare magistrati»

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«Ero in stato confusionale, emotivamente provato. Non volevo attaccare l’operato né della magistratura né delle forze dell’ordine… Non ero in me… La dichiarazione d’innocenza? Fuori luogo: ho ammesso la responsabilità dei tre principali episodi che mi sono stati contestati, per gli altri ho scelto di patteggiare per ragioni di convenienza. Nessuna volontà da parte mia di delegittimare l’autorità giudiziaria. Le parole che ho detto? Non corrispondevano ai miei pensieri». Questo, scrive Cristina Genesin sul Mattino a pagina 23, il mea culpa dell’ex sindaco di Abano Terme Luca Claudio dopo l’intervista concessa al Mattino mentre era ai domiciliari e che gli è costata il ritorno in carcere.

Il dietrofront di Claudio è avvenuto ad un’udienza davanti al pm Federica Baccaglini, che coordina i diversi filoni dell’inchiesta sul sistema delle tangenti nei due capoluoghi termali. Con la conferma della sua confessione con cui aveva avuto il via libera al patteggiamento, Claudio spera di poter ottenere un alleggerimento della misura cautelare nel caso di presentazione di una nuova istanza.

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