Il veronese Turco con Pizzarotti: «i delusi M5S in “Alternativa Libera”»

Il deputato fuoriuscito nel 2015 attacca Grillo e Casaleggio: «diarchia che porta alla dittatura». E su Verona: «ci piace Bertucco»

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«Fatevi un vostro partito», ha detto Beppe Grillo a chi non accetta la decisione dall’alto di annullare l’elezione a candidato sindaco di Genova di Marika Cassimatis, a lui sgradita. Detto, fatto: l’altro ieri si sono riuniti cinque parlamentari già fuoriusciti dal movimento (Artini, Marco Baldassare, Eleonora Bechis, Samuele Segoni, Tancredi Turco) e alcuni amministratori locali per lanciare come nuova forza il già esistente movimento “Alternativa Libera”, presente nel gruppo misto e sul territorio con varie federazioni locali. Turco, veronese di Negrar, avvocato, non è più dei 5 Stelle dal gennaio 2015, quando uscì in polemica esattamente sulla questione «della mancanza di democrazia interna: oggi il Movimento 5 Stelle è l’unico partito in Italia», spiega, «strutturato con una srl che detta la linea politica e decide tutto, a cominciare dalla comunicazione, cioè chi deve parlare a nome del movimento e chi no».

Ma nel caso di Genova è stato Grillo a decidere, in qualità di “garante”. Dal punto di vista delle regole interne, sembra corretto.
Il movimento nasce con Grillo che si è affidato a colui che purtroppo, lo dico con dispiacere, è morto, Gianroberto Casaleggio, e alla sua azienda. Lui è il “megafono”, ma nei fatti è il capo politico, assieme al figlio di Casaleggio, Davide.

Perciò a guidare i 5 Stelle è una diarchia, vogliamo chiamarla così?
Sì. Il bello è che si attaccava come partito padronale Forza Italia, che ricordo in passato si dicesse potesse essere guidata dopo Berlusconi da sua figlia, e questo è quello che è avvenuto invece con Davide Casaleggio. Senza che nè i rappresentanti eletti nè gli iscritti abbiano avuto voce in capitolo. La democrazia interna non c’è.

D’accordo, ma dov’è la novità? Il Movimento è stato condotto sempre così.
Guardi cos’è successo a Genova: Grillo decide che non gli va bene l’esito delle comunarie e prende una decisione senza dare spiegazioni valide, dicendo semplicemente «fidatevi di me». Un altro esempio è stato il tentativo, deciso al vertice, di entrare nel gruppo europeo dell’Alde. Interi meetup sono stati cancellati. A restare sono sol gli yesmen.

L’anarchia in basso è stata ed è corretta dall’alto da una dittatura che interviene in casi particolari, come necessità, specie dopo l’ingigantirsi elettorale e politico di una forza cresciuta in poco tempo. Non sarà giustificabile, ma è comprensibile. Che ne pensa?
Io questo posso capirlo. Ma poi non puoi avere come slogan “uno vale uno”! A livello mediatico vengono premiati quelli che dicono sempre sì. Il vituperato Pd, da cui mi sento distante anni luce, almeno fa i congressi, c’è un dibattito interno. Se la realtà è quella, bisogna essere chiari e dirlo.

Vedendo tuttavia alcune prove non certo brillanti di gestione politica e amministrativa del M5S, vedi Roma, si può anche capire che un controllo della classe dirigente ci voglia.
Questo è un altro problema. Come dicevo, si premiano solo i fedelissimi, preferendo il criterio della fedeltà a quello della competenza. Non si riesce a selezionare una classe dirigente.

Perchè, secondo lei?
Quando il sindaco di Parma, Pizzarotti, e anche io, abbiamo proposto un congresso, o anche di creare delle scuole di politica, ci è sempre stato negato. Sono convinto che l’indipendenza da Grillo e Casaleggio non avverrà mai.

Stando ai sondaggi che danno il Movimento come prima forza al 32%, non pare che all’elettore medio interessi della democrazia interna.
E’ un problema, che secondo me c’è perchè il cittadino che si disinteressa della politica non ha interesse a questioni come questa, anche per la mancanza di un’alternativa credibile, visti i disastri combinati da tutti gli altri partiti. E invece dovrebbe preoccuparsi, perchè il rischio è la dittatura.

Quindi voi provate a costruire, letteralmente, un’Alternativa Libera. Si chiamerà così il nuovo soggetto?
Sì, il nome è questo. Siamo sempre stati all’opposizione dei governi di questi anni, dal punto di vista dei contenuti non c’è differenziazione con il M5S. Il gruppo di cui faccio parte ha sempre continuato a restituire parte degli emolumenti, non però nel fondo per le piccole e medie imprese, ma in beneficienza, ad esempio in un progetto di scuola per bambini autistici, o comprando sacchi a pelo per i barboni. Siamo già presenti in tutta Italia con 52 associazioni territoriali, siamo in contatto con altri parlamentari fuoriusciti come Maria Massini, o consiglieri regionali come il ligure Battistini.

E anche con Pizzarotti, vero?
Anche con Pizzarotti, che ora è concentrato nella campagna di rielezione a Parma. Raggrupperemo i delusi del M5S, ma non solo, coinvolgeremo anche esponenti del mondo civico.

La collaborazione con “Possibile” di Civati continua?
Sul territorio si potrà collaborare nelle liste, mentre a livello nazionale Possibile ora guarda a Sinistra Italiana.

Non pensate di correre il serio rischio della marginalità? L’elettore vota sempre l’originale, specie se corre come un treno come il M5S.
La storia effettivamente dice che chi si scinde non incontra successo. Ma siamo convinti di poter fare la differenza facendo buona politica.

A Verona, per le comunali ormai imminenti, come vi muoverete?
A Verona ci sono già tanti candidati sindaci in campo. Più che preparare una nuova lista, stiamo dialogando con liste già presenti.

Se le dico che potrebbe essere “Piazza Pulita” di Bertucco, l’ex capogruppo Pd, riferimento per la sinistra scaligera, lei cosa risponde?
Che potrebbe essere Bertucco. La sua proposta ci interessa e ci piace.

(ph: http://www.alternativalibera.org)

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