Lago di Garda, boom turismo ma caos promozione

Turismo da record nel 2016 al Lago di Garda. Come scrive Valeria Zanetti su L’Arena a pagina 25, lo scorso anno ha fatto registrare un aumento del 5,82 per cento degli arrivi e un incremento del 7,31 per cento delle presenze, che sfiorano quota 13 milioni. Tuttavia gli operatori del settore sono cauti e denunciano una mancanza di regia per gestire i flussi turistici: «siamo come un surf che ora cavalca l’onda, approfittando delle diverse variabili che spingono i visitatori a scegliere il Garda, ma appena la situazione politica ed economica si assesterà nel Nord Africa e nel Medio Oriente, ci accorgeremo che in questi anni abbiamo fatto ben poco per consolidare la nostra posizione di mercato», avverte Marco Lucchini, presidente di Federalberghi Garda Veneto.

Il problema non sono solo i soldi ma anche la governance. La Regione destina i fondi che restano al comparto mentre i trasferimenti da Roma sono sempre più magri e la tassa di soggiorno imposta dai comuni gardesani serve anche per interventi di altra natura come la manutenzione stradale. «Difficile individuare l’ente che, raccolti i fondi, si dedichi alla promozione. Persino l’accoglienza ai turisti è affidata alla fantasia delle amministrazioni – spiega l’assessore al turismo di San Zeno di Montagna, Massimo Zanetti -: c’è chi ha dato in gestione lo Iat a privati, chi alle Pro loco, chi agli albergatori, senza alcuna regia. Il personale fa quello che può ed in genere informa per il Comune di competenza, senza orientare adeguatamente chi chiede delle manifestazioni o delle strutture sul territorio confinante (…) Le località più conosciute vivono di rendita, ma i piccoli Comuni come il nostro possono solo sperare in un’azione di promozione concertata ed unitaria – conclude Zanetti – Abbiamo una ricchezza straordinaria (…) occorre fare squadra».

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