Patto sicurezza, Moretti: «Zaia assente, tradisce i veneti»

«Il governatore Zaia e i sindaci della Lega hanno deciso di disertare l’incontro con il ministro dell’Interno Minniti: il loro comportamento è la prova più eclatante del fatto che per loro la sicurezza è soltanto una bandiera da sventolare: quando si tratta di sedersi a un tavolo per discutere di soluzioni pratiche per affrontare problemi che riguardano i cittadini, i leghisti scappano lasciando i nodi irrisolti». Lo dice la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti. «Il patto con gli enti locali su sicurezza e immigrazione avrebbe dovuto vedere in prima linea proprio chi governa la Regione – aggiunge -. Ma da Zaia, che su questo è la brutta copia di Salvini, arrivano solo slogan da urlare nei talk show».

Il piano illustrato dal governo, per Moretti, «agisce sul doppio fronte della sicurezza cittadina, conferendo ai sindaci per la prima volta poteri speciali per consentire a tutti di vivere liberamente gli spazi pubblici e su quello dell’accoglienza che è garantita solo se viene affermato il principio di legalità: chi non ha diritto a restare in Italia deve essere rimpatriato. Quest’ultima condizione può essere realizzata solo attraverso gli accordi con i paesi del nord Africa, in primis con la Libia, cosa che sta puntualmente facendo Minniti».

«Proprio dal Veneto, che nei mesi scorsi ha avuto il caso di Cona e molti altri episodi di legittima difesa legati al tema della sicurezza, deve arrivare la massima collaborazione nell’interesse prioritario dei cittadini». Questo piano, conclude, «è la migliore risposta possibile per governare il problema dell’immigrazione e quello della sicurezza delle città e delle periferie: il fatto che vi siano detrattori sia a destra che nell’estrema sinistra ci convince che la strada seguita è quella giusta. Sicurezza è un bene comune che non appartiene a una sola forza politica ma alla buona politica che sa attivare sinergie per ottenere i migliori risultati».

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