Patto sicurezza, Moretti: «Zaia assente, tradisce i veneti»

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

«Il governatore Zaia e i sindaci della Lega hanno deciso di disertare l’incontro con il ministro dell’Interno Minniti: il loro comportamento è la prova più eclatante del fatto che per loro la sicurezza è soltanto una bandiera da sventolare: quando si tratta di sedersi a un tavolo per discutere di soluzioni pratiche per affrontare problemi che riguardano i cittadini, i leghisti scappano lasciando i nodi irrisolti». Lo dice la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti. «Il patto con gli enti locali su sicurezza e immigrazione avrebbe dovuto vedere in prima linea proprio chi governa la Regione – aggiunge -. Ma da Zaia, che su questo è la brutta copia di Salvini, arrivano solo slogan da urlare nei talk show».

Il piano illustrato dal governo, per Moretti, «agisce sul doppio fronte della sicurezza cittadina, conferendo ai sindaci per la prima volta poteri speciali per consentire a tutti di vivere liberamente gli spazi pubblici e su quello dell’accoglienza che è garantita solo se viene affermato il principio di legalità: chi non ha diritto a restare in Italia deve essere rimpatriato. Quest’ultima condizione può essere realizzata solo attraverso gli accordi con i paesi del nord Africa, in primis con la Libia, cosa che sta puntualmente facendo Minniti».

«Proprio dal Veneto, che nei mesi scorsi ha avuto il caso di Cona e molti altri episodi di legittima difesa legati al tema della sicurezza, deve arrivare la massima collaborazione nell’interesse prioritario dei cittadini». Questo piano, conclude, «è la migliore risposta possibile per governare il problema dell’immigrazione e quello della sicurezza delle città e delle periferie: il fatto che vi siano detrattori sia a destra che nell’estrema sinistra ci convince che la strada seguita è quella giusta. Sicurezza è un bene comune che non appartiene a una sola forza politica ma alla buona politica che sa attivare sinergie per ottenere i migliori risultati».

Tags:

Leggi anche questo

  • pachiara

    A forza di leggere le uscite della Moretti (ma ormai non ne reggo nemmeno la lettura, guardo solo il titolo) mi sono fatto l’idea del prossimo slogan del PD veneto, targato pippicalzelunghe:
    “E’ tutta colpa di Zaia”.
    Rende bene, colpisce dritto, va al sodo, incarna le idee fondanti del Pd, ossia sgovernare a Roma (si, sgovernare) e attaccare tutto in periferia dove governano (non bene per la verità, ma sempre meglio di qualunque Pd) gli altri. Lo vedo come uno slogan di successo, come “Make America great again”, oppure il “celebre” “We can”. Però sia chiaro, da subito, e prendo a mallevadore il direttore Mannino: voglio una percentuale sui voti presi! Diciamo almeno centomila euro! Non uno di meno ed è una cifra che tiene conto del periodo di crisi nera della politica.

    • don Franco di Padova

      Pachiara, ha perfettamente ragione.
      Tutti i regimi vivono sulla demonizzazione d’un nemico, indicato come colpevole di tutti i mali.
      I menscevichi, i trozkisti, i kulaki, gli “antipartito”, gli ebrei, sono esempi di demonizzazione, con tutti gli strascichi mostruosi di morte e d’inaudite sofferenze.
      Zaia e gli zaiani, per il momento sono solo indicati come universali responsabili di tutti i mali regionali, anche di quelli chiaramente indotti da altri.
      Bè, nulla di strano, il comunismo è defunto, ma non i comunisti, che continuano a ragionare con le medesime categorie d’un tempo (in)felice.
      Buono lo slogan; se fossi Zaia, lo adotterei io stesso, per meglio sprofondare gli sciocchi nel loro ridicolo.