Studio choc: la Grande Barriera Corallina è morta

La Grande Barriera Corallina australiana è stata dichiarata morta da uno studio pubblicato su Nature nei giorni scorsi. Lo scorso anno la più larga struttura corallina esistente sulla Terra aveva visto uno sbiancamento senza precedenti a causa di un temporaneo aumento della temperatura del mare fino a 4 gradi. «Il riscaldamento globale è la minaccia numero uno» afferma David Wachenfeld del Parco marino della Grande Barriera Corallina, co-autore della ricerca. «Lo sbiancamento che si è verificato nel 2016 rafforza la necessità urgente di limitare il cambiamento climatico, come concordato dai leader mondiali nell’Accordo di Parigi».

Pochi giorni fa è arrivato anche l’allarme lanciato da Greenpeace Australia: l’aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici la sta letteralmente «cuocendo viva». Calore che uccide alcuni organismi viventi o alghe all’interno del corallo, provocandone lo sbiancamento. Una delle principali attrazioni turistiche dell’Australia – ogni anno genera reddito per 5 miliardi di dollari australiani (3,9 miliardi di dollari) – la Grande Barriera Corallina sta per perdere lo status di patrimonio mondiale dell’Unesco, guadagnato nel 1981. Le Nazioni Unite dovranno decidere entro luglio se classificarla “in pericolo”.

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