Arena Spa? Il sovrintendente Polo ribadisce il suo no

L’ipotesi di trasformazione della Fondazione Arena in una spa non va giù al sovrintendente Giuliano Polo (in foto). Come scrive Lillo Aldegheri sul Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 5, alla commissione comunale sul Bilancio, presieduta da Cristiano Maccagnani, su richiesta della consigliera comunale del Pd, Elisa La Paglia erano presenti tutti e tre i promotori: l’industriale Giuseppe Manni e gli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani. «Si era partiti da alcuni dati di fatto ben precisi, in base ai quali si deduceva esistere una fase di crisi della musica lirica che a noi sembrava (e sembra tuttora) se non irreversibile, molto ma molto seria e impegnativa» ha esordito Lambertini esponendo i punti cardine del progetto.

Progetto che secondo l’avvocato «offre un’ipotesi di gestione manageriale, con un ragionamento rivolto agli attuali soci della Fondazione. Mai abbiamo peraltro pensato – ha aggiunto – che la Fondazione dovesse chiudere, e mai abbiamo detto che non ci sarebbe più stata una stagione musicale invernale. Perché affidare la lirica ai privati? Per rimotivare sia gli attuali soci che nuovi mecenati, proponendo una gestione che venisse vista non come una specie di carrozzone che c’è comunque e che ci si aspetta continui a sopravvivere, ma proponendo invece un colpo di reni». «Sta a Fondazione, adesso, dimostrare che questa ipotesi non serve e che è in grado di riprendersi da sola», ha concluso Lambertini. Ma proprio su questa linea è arrivata la bocciatura di Polo: «la spa è scarsamente praticabile perché questa scelta l’ha fatta il socio di maggioranza, che è lo Stato italiano, che si é attivato per salvare l’Arena di Verona restando nel sistema del comparto musicale pubblico», ha detto il sovrintendente.

(ph: verona-in.it)

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