«Borgo Berga, responsabilità in Comune anche per tecnici»

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Legambiente e Comitato Anti-abusi alla presa di posizione del CUB in difesa dei dipendenti comunali di Vicenza sul caso Borgo Berga.

Siamo d’accordo con chi ritiene che le responsabilità dei dirigenti comunali siano maggiori di quelle dei tecnici istruttori. E, infatti, a firmare i permessi di costruire sono i dirigenti apicali degli uffici competenti, non gli istruttori delle pratiche. Questi ultimi però non possono essere esentati da responsabilità anche penali. Parliamo, infatti, di persone selezionate per ricoprire quel ruolo e che, nel caso di riscontrate violazioni di legge, devono dare parere negativo al rilascio del permesso a costruire o, nel dubbio, sospendere la pratica per acquisire ulteriori informazioni. Le violazioni di legge, peraltro, non sempre implicano la fattispecie penale dell’abuso d’ufficio, perché questa richiede l’esistenza del dolo intenzionale. Tuttavia, la consapevolezza di arrecare un ingiusto vantaggio patrimoniale al privato “può essere desunta dalla macroscopica illiceità dell’atto” (Cassazione penale, sez. III, sentenza n. 8977, 2 marzo 2015).

A questo proposito facciamo notare che tutto l’iter di approvazione del piano di lottizzazione di Borgo Berga, e quello che ha portato al rilascio dei singoli permessi di costruire, è costellato da molteplici, macroscopiche e ripetute violazioni di legge. Al riguardo solo alcuni esempi: la violazione delle fasce di rispetto fluviale, la demolizione dell’edifico dell’800 in contrasto con la norma di Piano voluta dalla Regione, l’aver ignorato, nascondendola per ben due anni, la decadenza del permesso di costruire, in spregio ai doveri di sorveglianza che imponevano il fermo immediato dei lavori. Tutte violazioni gravi ed evidenti che hanno favorito ingiustamente il privato costruttore. Possiamo concordare sulla opportunità di aumentare le competenze degli uffici tecnici comunali, ma ci appare fuori luogo difendere persone che hanno comunque responsabilità precise nell’aver approvato e rilasciato autorizzazioni illegittime. Anche in considerazione del fatto che, nonostante gli accertamenti della Procura e le diffide delle Associazioni, non è mai stato aperto un procedimento amministrativo atto a verificare la legittimità di quanto è stato approvato. Delegando in modo pilatesco alla sola magistratura il compito di sbrogliare la matassa.

Legambiente 
Comitato contro gli Abusi Edilizi

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