Migranti, Forze Armate (di umanità ed efficienza) per l’accoglienza

C’è una guerra in corso dove non ci sono vinti e vincitori ma solo tanti morti. E per le guerre serve l’esercito

C’è una guerra in corso. Non dichiarata, ma reale. E’ una guerra dove nessuno vince e nessuno perde, ma tanti muoiono. Solo che chi muore, a noi non interessa: è solo un numero. Il problema è quando rimangono vivi. Parliamo della guerra che avviene al largo delle nostre coste, con l’arrivo di centinaia di migliaia di migranti. Dramma che per noi è un problema. L’Italia si trova nella principale rotta degli scafisti che partono dalla Libia per trasportare questa “carne umana” verso le nostre coste.

Il nostro Paese, pur prodigo di sforzi encomiabili per aiutare queste persone (perché tali sono: persone, esseri umani come noi), è incapace di gestire questa emergenza. Non è incapace per mancanza di capacità (scusate il gioco di parole) ma perché vuole essere incapace di affrontarlo. Sull’attuale confusione ci vivono e ci lucrano (letteralmente) migliaia di nostri concittadini. Il sistema delle cooperative e della carità ne gode economicamente, trasversalmente a destra e sinistra (coop rosse, bianche ecc), il sistema delle mafie hanno scoperto un nuovo business, e il sistema politico ci sguazza per raccogliere voti, chi facendo la faccia cattiva (destra), chi più o meno buona (sinistra), entrambe non avendo convenienza reale a risolvere alcunchè. L’unico fregato è il normale cittadino che paga le conseguenze di questo “casino”.

Esiste insomma una classe dirigente (economica e politica) che si guarda bene dal proporre un’idea, un’ipotesi, un programma positivo, fattibile, deciso. In realtà c’è chi (molto più preparato ed intelligente di chi scrive) su questo ha riflettuto ed avanzato proposte. Si deve dare atto al ministro Minniti di provarci, ma la strada è davvero lunga e ricca di asperità. Si richiama a questo lavoro e da una sua idea, una signora molto competente e stimata, Milena Gabanelli, che sulle pagine del Corriere della Sera del 19 marzo ha avanzato una giusta richiesta di realizzare un progetto serio da far approvare all’Europa, con relativo stanziamento economico. Servono almeno 2,5 miliardi di euro.

Tutto giusto, tutto apprezzabile. Ma davvero si crede di essere in grado di progettare e, soprattutto, gestire questo problema? Con prefetti che vedono arrivare richieste di stipare questi esseri umani in giro per le varie province di loro competenza, spesso senza interpellare i vari sindaci? La proposta della Gabanelli è intelligente, seria, giusta, ma poco praticabile. A meno che….

A meno che non si pensi davvero di dare una regolata al sistema mettendo tutto nelle mani delle Forze Armate. Serve una catena di comando chiara, certa e di esperienza. Ebbene, sembra strano a dirsi, ma le nostre forze militari in questo sono tra le migliori al mondo. Spesso a noi si rivolge l’Onu quando deve dare un comando affidabile in missioni di caschi blu in luoghi pericolosi. Ricordiamo l’esperienza fatta in Libano molti anni fa, o, per essere più vicini ai nostri giorni, le stesse operazioni di Mare Nostrum proprio sul fronte dei migranti? Chi raccoglie i migranti in mare? La nostra Marina Militare. Chi ha la possibilità di avere edifici dove poter ricoverare, riconoscere e visitare i migranti? Il demanio militare nelle caserme dismesse (citate dalla stessa M.G.). Chi è in grado di poter effettuare queste operazioni con metodo ed esperienza? I militari. Chi è in grado di avere una catena di comando certa? I militari e non certo le migliaia di coop, onlus o associazioni che si spartiscono il business…

Siamo in guerra? Ebbene la guerra si risolve solo con l’esercito. Augh!

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