“Parliamone Sabato”, Testi: «a casa la Boldrini, non la Perego»

L’attore veronese Fabio Testi, presente durante la puntata incriminata di Parliamone Sabato, critica aspramente, sulle pagine del Corriere del Veneto – edizione di Verona, la decisione di chiudere il programma: «i contenuti di quella trasmissione erano stati concordati con gli autori, non ho improvvisato una sola frase. Ma quale sessismo, sulle donne dell’Est è stata solo detta la verità. Per non parlare del sottoscritto: mi hanno puntato il dito addosso per aver fatto l’esempio di amici che vanno nei bordelli all’estero, ma tutto questo rientra nella normalità. Invece ormai si può solo parlare liberamente di amori gay e unioni omosessuali. In Rai sapevano perfettamente in anticipo cosa sarebbe stato detto durante il programma, doveva essere un divertente pour parler. Invece si è trasformato improvvisamente in uno scandalo nazionale».

Secondo l’attore c’è un solo unico colpevole: «la politica, o meglio certa politica, quella buonista e ipocrita che fa di tutto per sviare l’attenzione della gente dalle nefandezze che combina sulla testa dei cittadini. Bisognerebbe chiudere la Boldrini, non la trasmissione della Perego. E, con la presidente della Camera, andrebbe chiuso l’intero Parlamento». Al contrario, invece, «andrebbero aperti e legalizzati i bordelli come nell’Est, anche a Verona dove per iscriversi a un’agenzia di incontri in piazza Erbe, come documentato nel servizio andato in onda, si spendono 3mila euro. Ma quello, cioè pagare per conoscere una donna, è legale invece andare a prostitute no».

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