Profughi, sindaci: «Minniti chiuderà Bagnoli e Cona»

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti (in foto), ha fatto tappa ieri a Padova in prefettura per un vertice con i sindaci del distretto dei profughi Roberto Milan (Bagnoli), Gianluca Piva (Agna) e Alberto Panfilio (Cona). Come scrive Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 2, Minniti ha anche incontrato una delle due donne vittime del tentato stupro da parte di un migrante poi arrestato residente all’ex base di San Siro. All’incontro il ministro avrebbe promesso un piano per svuotare gradualmente i due hub di Cona (1200 presenze) e Bagnoli (800), per arrivare alla loro chiusura. «Abbiamo aperto il dialogo per intraprendere insieme il percorso che ci porterà alla chiusura dei due hub – spiega Milan – Il ministro non vuole gli assembramenti di Bagnoli e Cona intende chiuderli, è un obiettivo che si è prefissato e ha detto che i flussi in entrata saranno interrotti tra maggio e giugno, quando andranno a regime gli accordi con la Libia».

Al vertice il sindaco di Cona ha poi chiesto al ministro di bloccare l’ampliamento di Cona, attraverso l’installazione di “casette” con una capacità di 400 posti. «Ho messo subito sul piatto il problema – dice Panfilio – e sembra che Minniti possa intervenire affinché il Consiglio dei ministri non approvi i moduli abitativi». Ma se si svuotano Cona e Bagnoli, dove saranno sistemati poi i profughi? «Il ministro ci ha annunciato che sono in corso trattative per aprire nella nostra regione altri siti da 100/120 posti (ex caserme, ndr) nei quali redistribuire i richiedenti asilo – conclude il sindaco di Cona -. In più ha parlato di rimpatri forzati per chi non ha diritto a rimanere. Noi siamo disposti ad attuare l’accoglienza diffusa ma vogliamo proposte risolutive».

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