BpVi, processo “a distanza” per 17 mila vittime

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A causa dell’enorme numero di potenziali parti offese residenti in posti geograficamente diversi, il processo alla Banca Popolare di Vicenza si svolgerà anche per via telematica. Come scrive La Nuova Venezia a pagina 14, la decisione è stata presa dal presidente del tribunale di Vicenza Alberto Rizzo per garantire a tutti il diritto di prendere parte alle udienze: «la previsione è che vi sia un numero imponente di parti offese» il processo «dovrà essere fatto con dinamiche logistiche diverse da quelle tradizionali. L’idea è quella di strutturare un dibattimento collegando più aule a un’ aula principale attraverso un sistema audio-video».

Ad oggi i querelanti sono circa 2-3 mila ma nuove denunce arrivano ogni giorno da tutto lo stivale: da Prato, da Udine, fino a Catanzaro. Nel caso del reato di aggiotaggio, le parti offese arrivano alla cifra di 17 mila persone.

 

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