Voucher, Veneto Lavoro: «qui regolari per metà»

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«Su un totale di 160 mila prestatori di lavoro accessorio con voucher nel 2015, una metà lo utilizzava in maniera corretta. 86 mila lavoratori erano in linea infatti con quanto previsto dalla norma, altri 84 mila invece era prestatori in situazioni di “criticità” rispetto le norme vigenti». Così, in un articolo di Nicola Brillo su La Nuova Venezia a pagina 3, Tiziano Barone (Veneto Lavoro) riporta i dati del report nazionale sull’utilizzo dei voucher in Veneto nel 2015. «Oggi abolendo questo strumento, che aveva il pregio di essere semplice, lasciamo aziende, famiglie e lavoratori che lo utilizzavano in modo corretto con il cerino in mano – continua Barone – in particolare le famiglie necessiteranno di un intermediario per accedere ad altre forme contrattuali, con un aggravio dei costi».

«Il voucher serviva proprio a determinate categorie, per i lavoratori un’occasione di integrazione del reddito, facendo attività accessorie. E serviva alle imprese, evitando di accendere un rapporto di lavoro per attività accessorie semplici, in determinati periodi dell’anno – conclude Veneto Lavoro – Purtroppo abbiamo trovato dipendenti che venivano pagati dalla propria azienda con i voucher. Oppure persone che lavorano esclusivamente in questo modo, non avendo quindi nessun trattamento a fini pensionistici». La soluzione? «Una banca dati nazionale che tracci l’uso dei voucher da parte di aziende, famiglie e lavoratori accessori. E vengano poi fissate le ore annuali massime».

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