Pedemontana, dubbi su Iva: rischio proroga Irpef

L’addizionale Irpef per terminare la Pedemontana rischia di durare più di un anno come inizialmente previsto dalla giunta Zaia. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 5, il problema riguarda l’Iva calcolata nel Piano economico finanziario dell’opera che, finora calcolata al 22%, è ora scesa al 10%. La differenza nell’arco dei 39 anni della concessione, ammonta a 1,45 miliardi. I dubbi originano dal ribaltamento del rapporto con Sis per cui il consorzio verrà pagato con un canone di disponibilità mensile (12,1 miliardi in 39 anni più Iva al 10% per altri 1,2 miliardi) mentre la Regione incasserà i pedaggi (13,4 miliardi secondo le stime di traffico di Redas & Area Engeenering, più Iva al 22% per altri 2,9 miliardi).

Le nuove condizioni contrattuali cambiano il regime e l’esposizione Iva della Regione, che sarà chiamata a pagare l’imposta sul valore aggiunto sul canone di disponibilità per 1,2 miliardi ma essendo un ente pubblico non potrà scaricare nulla. La Regione pagherà subito l’Iva sul contributo pubblico, mentre quella sui pedaggi comincerà ad incassarla soltanto dal 2020 quando dovrebbe cominciare ad ottenere i pedaggi. È qui che nasce il rischio di dover estendere l’addizionale Irpef dal 2018 al 2019 e forse al 2020.

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