Veneti contaminati da Pfas, monitoraggio durerà 10 anni

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Nei giorni scorsi a Noventa Vicentina si è svolto l’incontro informativo “Pfas: a che punto siamo?“. Come spiega il Giornale di Vicenza a pagina 27, si sono toccati aspetti tecnici, medici, scientifici e ambientali provocati dall’inquinamento delle sostanze perfluoroalchiliche. Piergiorgio Boscagin (Legambiente e portavoce del coordinamento acqua libera da Pfas) l’ha definito «un problema troppo a lungo sottaciuto dalle istituzioni con un significativo aumento delle malattie» smentendo «un presunto allarmismo in quanto stiamo utilizzando dati regionali». Arriva la conferma anche dal medico per l’ambiente ISDE Giovanni Fazio: «è stata inquinata la seconda falda più grande d’Europa coinvolgendo 31 Comuni e il primo passo per un cambio di rotta è quello di garantire acqua potabile incontaminata alle donne in gravidanza assieme anche ad alimenti biologici negli asili nido e nelle mense scolastiche».

Giampaolo Stopazzolo, direttore del distretto sanitario ovest dell’Ulss 8 Berica, ha però precisato che «dopo lo collocazione nel 2013 dei filtri nell’acquedotto i livelli di Pfas nell’acqua sono crollati mettendo in sicurezza la distribuzione dell’acqua potabile». Dopo il biomonitoraggio della popolazione tra i 14 e i 65 anni a fine gennaio a Lonigo, a fine aprile partirà anche a Noventa. «Uno studio – ha concluso Stopazzolo – che proseguirà per dieci anni con un secondo livello che prevederà ulteriori accertamenti diagnostici».

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