Classi con stranieri, italiani portano via figli

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Il caso della scuola media Coletti di San Liberale, a Treviso, non è isolato ma si inserisce anzi in una situazione diffusa tra le scuole della città. Tra le quali, secondo quanto scrive Alessandra Vendrame oggi a pagina 26 de La Tribuna, quelle che vedono maggiori iscrizioni di alunni stranieri registrano parallelamente un “fuggi fuggi” di alunni italiani. Sempre più famiglie trevigiane, infatti, chiedono alle scuole primarie di poter scegliere liberamente la scuola per i propri figli. E spesso la scuola preferita non è quella sotto casa, soprattutto quando lì la presenza di alunni stranieri è importante.

«È necessario riuscire a dare alle scuole, dove c’è più alta concentrazione di stranieri, maggiori risorse e proposte educative – dice l’ex dirigente del Casteller di Paese, Claudio Baccarini – coinvolgendo insieme dirigenti scolastici, amministrazioni locali e associazioni per cercare insieme delle soluzioni in grado di rendere il servizio della scuola pubblica più appetibile possibile per tutti». Secondo Baccarini, inoltre, la concetrazione di alunni stranieri va evitata ad ogni costo: «altrimenti davvero si corre il rischio di creare una scuola ghetto».

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  • don Franco di Padova

    Molte belle idee, molto aperte e molto tolleranti, ottime per marziani.
    Poi, il problema è questo: immaginiamo una classe con un disabile che crea problemi e virtuale assenza d’insegnante di sostegno. Poi abbiamo alcuni extracomunitari che non hanno alcun interesse per la nostra scuola e che azzoppano la classe (so benissimo che ve ne sono d’invidiabilmente bravi ma, per cortesia, seguite il ragionamento). Ora fingete d’essere un genitore con il vizio di pensare di dare il meglio al proprio figlio.
    Scuola pubblica, potenzialmente impallinata, o scuola privata dove questi problemi non ci sono?
    L’intelligente trovata di “spalmare” gli extracomunitari su varie classi, per evitare “il rischio di creare una scuola ghetto”, ottiene solo il risultato di ghettizzare la scuola: quella pubblica per i poveri diavoli e quella privata per chi può permettersela.
    Bel risultato!
    In realtà, in un sistema rispettoso della libertà, io devo avere la possibilità di scelta all’interno delle scuole pubbliche che ho già pagato con le mie tasse ed è l’offerta pubblica di qualità che deve orientare le scelte, non certo i “decreti” di burocrati acefali e incapaci di dare risposte qualitativamente adeguate.

  • Ugo Agnoletto

    questi dirigenti e legislatori, pagati da noi profumatamente, fanno le leggi senza ascoltare la gente. Non basta fare un referendum ogni tanto, che poi viene anche disatteso. Bisogna stare in mezzo alla gente e ascoltare. E naturalmente anche gli insegnanti vanno ascoltati.
    Se non si fa così, la gente cercherà di aggirare le leggi.