Preghiera “senz’armi”, alpini: «Chiesa dialoga con Islam, con noi no»

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Prosegue la polemica tra la Curia berica e le associazioni d’arma sulla “Preghiera dell’Alpino”. Secondo quanto scrive Roberto Luciani a pagina 18 del Giornale di Vicenza di oggi, la questione sarebbe sempre la stessa: quale versione della preghiera recitare in Chiesa in occasione dei funerali degli alpini? Quella in cui si fa riferimento alle armi, con la richiesta di «renderle forti» oppure quella in cui questo passaggio è cancellato?

Il vescovo Beniamino Pizziol è intervenuto sul settimanale diocesano La Voce dei Berici dando le ultime disposizioni in teme di funerali, secondo le quali il prete dovrebbe celebrare secondo il rito e non si possono eseguire canti che non facciano parte della liturgia. Su La Voce è stata inoltre pubblicata la Preghiera dell’Alpino scritta dall’Ordinariato Militare.

«Abbiamo visto e a essere sinceri continuiamo a essere poco d’accordo – commenta il portavoce dell’Unuci Luciano Zanini – siamo tutti cattolici praticanti ma non riusciamo a capire questa preclusione. Fra qualche giorno ci ritroveremo nella sede di viale Milano per decidere strategie e soprattutto il da farsi».

«È incredibile – è il commento che circola tra le associazioni d’arma – come la Chiesa o una parte di essa intavoli un dialogo importante con un culto, l’Islam, che non è stato ancora riconosciuto dallo Stato perché manca un accordo al riguardo fra le parti, così come è stato previsto con altre religioni, ma si rifiuti categoricamente di affrontare questa questione con associazioni cui spesso l’Italia si rivolge per essere aiutata».

Tags: , ,

Leggi anche questo

  • Paolo Maria Ciriani

    Ma cosa recita quella scritta ed approvata dall’Ordinariato Militare? Quella è la versione ufficiale ed i preti “borghesi” devono adeguarsi alla versione uffciciale perchè non esiste una chiesa militare separata e diversa da quella civile.

  • don Franco di Padova

    Cari Alpini, non disperatevi, ci penserà proprio l’Islam a raddrizzare la schiena dei pochi preti che resteranno. In compenso saranno veri preti, veri sacerdoti, veri pastori e noi saremo veri cattolici.
    Questa chiesa, tutta interessata alle pubbliche relazioni con il mondo, alla castrazione del popolo cristiano, a un’ecumenismo che assomiglia all’indifferentismo, non ha storia, è sale insipido e, come tale, sarà sparso nella via per essere calpestato (Mt 5,13-15).
    Voi cantate, al massimo vedrete come le false pecore prontamente mostrano l’animo del lupo.