Zonin: «non sapevo nulla delle baciate»

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«Anch’io ho perso molti soldi». Così l’ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, ieri dopo sette ore di interrogatorio, il secondo, durante le quali ha fornito ai sostituti procuratori Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi la sua versione della catena di comando dell’istituto berico. Lo riporta Andrea Priante a pagina 2 del Corriere del Veneto di oggi. Nella sua lunghissima deposizione Zonin, indagato per aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, ha affermato chiaramente di non aver mai autorizzato le cosiddette “baciate”.

Si tratta dell’acquisto di azioni tramite finanziamenti concessi dalla banca stessa, metodo utilizzato – seppure in misura più ridotta – anche in Veneto Banca. Ma se l’ex dg di Montebelluna, Vincenzo Consoli, ha sempre sostenuto che le baciate fossero legittime, Zonin ha scelto di ammettere che si si trattato di operazioni illegali. Delle quali, però, non era a conoscenza: «non potevo sapere delle “baciate” – ha detto ieri Zonin – perché nessuno ne ha mai informato il Consiglio».

Così l’ex presidente di BpVi torna a puntare il dito contro l’ex dg, Samuele Sorato, che secondo la ricostruzione di Zonin avrebbe incaricato gli uffici commerciali della banca a vendere i titoli anche tramite «operazioni occulte». «Ha detto tutto ciò che sapeva – chiosa uno degli avvocati di Zonin, Enrico Ambrosetti – non credo saranno necessari altri interrogatori». In tal caso l’inchiesta potrebbe chiudersi già entro l’estate.

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