Condanna per BpVi, risarcita pensionata

Il giudice Massimo Vaccari della terza sezione civile del Tribunale di Verona ha emesso la prima sentenza su una causa civile riguardante le azioni azzerate della BpVi. Come riporta Federico Nicoletti sul Corriere del Veneto di oggi a pagina 17, una pensionata cliente di Popolare di Vicenza aveva acquistato in due tranche, a ottobre 2009 e 2010, 660 azioni della banca, «dietro insistente suggerimento della banca – come si legge nella sentenza – che le aveva rappresentato quelle operazioni come investimenti della specie più sicura e dopo esser stata rassicurata sulla possibilità di liquidare i titoli».

Invece, quando nel settembre 2014 la pensionata aveva chiesto di vendere le azioni, l’istituto aveva risposto di non poterle riacquistare, spiegando che per usare il fondo acquisto azioni proprie era diventato obbligatorio l’ok della Bce. Per il giudice, la banca non aveva informato la pensionata sui rischi dell’illiquidità delle azioni: se la risparmiatrice fosse stata informata, non le avrebbe mai comprate. Ora la banca, «che non ha mai manifestato – si legge nella sentenza – una reale disponibilità a raggiungere una soluzione stragiudiziale della controversia», deve rifondere i 40.000 euro, a cui se ne aggiungono altri 11.000 di spese legali.

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