Dipendente incinta, azienda le chiede di pagare sostituta

Incinta di pochi mesi, il titolare dell’azienda dove lavora la mette di fronte a un bivio: pagare lo stipendio del suo sostituto oppure rassegnare le dimissioni. Succede in una piccola azienda artigiana del settore cartografico della Marca trevigiana. Come riporta Silvia Madiotto a pagina 7 del Corriere del Veneto, è stata la Cgil di Treviso a dire alla venticinquenne apprendista che non erano ipotesi accettabili. Nicola Atalmi, membro della segreteria della Cgil, ha chiesto subito un incontro con l’artigiano. «La storia ha avuto un happy ending, l’azienda assumerà un sostituto che pagherà mentre la maternità sarà, come da prassi, sostenuta dall’Inps. La cosa che mi ha sorpreso di più è che la lavoratrice non fosse scandalizzata, lo trovava semplicemente strano».

«Il suo contratto di apprendistato – spiega Atalmi -, concluso il periodo di prova, le dava il diritto alla maternità ma lei non lo sapeva. E non è un caso unico. Titolari che avanzano richieste inaudite, non solo nei casi di maternità, e pensano che tutti i ragazzi siano disperati al punto da considerare un’opportunità di lavoro come un favore. Chiedono al dipendente di licenziarsi volontariamente per non sostenere ulteriori spese. Ma vengono da noi giovani bisognosi di una massiccia educazione civica sui diritti e sul lavoro. La ragazza in questione non sapeva che una donna incinta non può essere licenziata ed è francamente inaccettabile».

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