Polesine, M5S: «stop trivelle, territorio a rischio»

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«Nel Polesine si stanno mettendo in grave pericolo la popolazione e la sopravvivenza di un territorio». A lanciare l’allarme la deputata Silvia Benedetti che non usa mezzi termini per commentare quanto sta avvenendo sulle coste adriatiche, anche alla luce di alcuni dati resi noti sui quotidiani locali in questi giorni.

«Già nel 2015 chiedemmo rassicurazioni alla commissione preposta dal Ministero sull’impatto ambientale di questi progetti dopo che in qualche pomeriggio d’agosto il Governo aveva avviato le procedure autorizzative per l’estrazione anche in Polesine. Come succede costantemente in questo Paese fummo prontamente rassicurati dai tecnici della Commissione salvo poi essere smentiti dalla realtà dei fatti che parla oggi di uno sprofondamento costante e notevole su pianura e coste polesane».

A condividere le preoccupazioni la consigliera regionale pentastellata Patrizia Bartelle, che sull’argomento aveva già chiamato a raccolta il Movimento Cinque Stelle per affiancare l’opposizione dei Comuni del territorio: «la minaccia derivante dall’avvio di questo progetto è già conosciuta da tempo e per questo impiegheremo tutte le nostre energie per impedire che prevalgano, ancora una volta, il profitto economico di qualcuno e qualche migliaia di euro in royalties, a discapito del bene più prezioso che possediamo e in barba ad ogni programma futuro che dovrebbe prevedere investimenti su altre fonti d’energia».

«E’ scientificamente provata la correlazione tra trivellazioni e fenomeni geologici. Qui, a fronte di una situazione che già di per sé dovrebbe considerarsi molto preoccupante – concludono le portavoce – è inaccettabile pensare di avviare nuovi percorsi di sondaggio e di estrazione».

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