Omicidio Irina, Mihail non è pentito: «davvero rischio 20 anni?»

Dopo averlo chiuso in una cella di isolamento per evitare il linciaggio da parte degli altri detenuti, Mihail sembra iniziare a capire le conseguenze del grave crimine commesso. «Ma davvero rischio più di 20 anni di carcere?», chiede quasi incredulo senza però mostrare nessun segno di pentimento. Giorno dopo giorno il quadro si fa sempre più chiaro e si aggiungono dettagli incredibili. Come riporta il Corriere del Veneto, dopo aver colpito con violenza la sua ex fidanzata, incinta di 6 mesi, con un masso sfondandole il cranio, l’avrebbe strangolata e gettata in un canale. In seguito, per sfogarsi, avrebbe venduto gioielli e smartphone rubati alla vittima per giocare alle slot.

La sorella Raisa, colei che l’ha convito a confessare, lo racconta come un ragazzo spaventato: «mio fratello non è una belva, ha fatto una cosa terribile e il perché non lo sa neanche lui. Sta cominciando a capirlo. È un ragazzo giovane. Inoltre io e mia madre, oltre al dolore, siamo terrorizzate per l’odio che si sta spargendo. Abbiamo paura anche di uscire di casa temendo che qualcuno possa farci del male o insultarci. Siamo affrante per Irina e la sua famiglia. Ci dispiace molto, ma siamo sicure che lui non voleva farle del male. Ha perso la testa».

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