Pillola dei 5 giorni dopo, è boom: 660 acquisti ogni 24 ore

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200.507 acquisti di pillole dei 5 giorni dopo da gennaio ad ottobre 2016: è questo il dato allarmante che rivela come in Italia la precauzioni per rapporti sessuali protetti si stia indebolendo sempre di più. Dati ancora più gravi se paragonati alle vendite degli anni precedenti: tra il 2014 e il 2015 la crescita è stata del 664,2% mentre tra il 2015 e il 2016 del 95,8%. Il farmaco è acquistabile senza ricetta dal maggio del 2015, una decisione dell’Agenzia del farmaco per allineare il nostro Paese al resto d’Europa.

La vicepresidente del Consiglio superiore di Sanità Eleonora Porcu, commenta: «il record di vendite dimostra che in Italia non c’è una cultura consapevole della procreazione. Ci si affida alla contraccezione d’emergenza e non a una vera programmazione o meno delle gravidanze. Io lo sento come un mio fallimento perché, insieme ai colleghi medici, non sono riuscita a vincere la battaglia di un’informazione corretta. Le donne hanno sempre ragione, loro se la cavano come possono. Ma perché noi non riusciamo a fare passare il messaggio di come si fa vera prevenzione di una gravidanza indesiderata, senza ricorrere a metodi d’emergenza?».

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  • pachiara

    Porcu cane:” le donne hanno sempre ragione. Non c’è una cultura consapevole della procreazione. Manca una vera programmazione o meno delle gravidanze (programmazione, capite come parlano i manager del cacchio).” e via cazzeggiando. L’unica frase condivisibile è questa: “Lo sento come un fallimento..”. In effetti è tutta questa visione edonista, femminista, anti moralecattolica, antifamiglia, che permea i nostri giorni, a portarci dritti dritti al fallimento etico e anche economico poi.
    E’ solo questione di tempo, altro che fallimento della cultura della procreazione; qui fallisce una società corrotta e bacata. Con gli aborti che crescono altro che calano.

  • don Franco di Padova

    Questo tempo ha la cultura della morte e non della vita.
    Ammazziamo quelli che sono appena stati concepiti in un crescendo continuo fino all’uccisione del nascituro nel grembo materno, un attimo prima della nascita naturale.
    Ci ammazziamo con vizi, droghe, manie e cose inutili.
    Ci ammazziamo per futilità e senza una qualsiasi ragione che possa essere o almeno sembrare, nobile.
    Ci ammazziamo uccidendo la ricerca della verità, con le forme di schiavitù accettata o autoindotta.
    Ci ammazziamo disarmandoci idealmente e praticamente nei confronti di quanti, volentieri, ci farebbero sparire.
    Su chi potremo contare?
    Non sui preti insipidi, non sui politici affaristi, non sui demagoghi inconcludenti, non … su tantissime altre categorie.
    Forse l’istinto vitale residua nei delinquenti, nei mafiosi, tra i cazzuti dell’Est.
    Siamo tanto in crisi da sperare in coloro che, fino a ieri, erano i peggiori?
    Sveglia! Chi non sceglie la vita, si procura la morte!