BpVi, adesioni rimborso a 71% e rosso da 2 miliardi

La Banca Popolare di Vicenza (in foto l’amministratore delegato Fabrizio Viola) in una nota ufficiale comunica di aver chiuso il bilancio 2016 con una perdita di 1,9 miliardi di euro, dopo gli 1,4 miliardi di rosso accumulati nel 2015. Su questo risultato hanno influito 1.078 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti, 367 milioni di rettifiche di valore su titoli e partecipazioni, 291 milioni di accantonamenti ai fondi rischi e oneri connessi al rischio di contenziosi legali su azioni BpVi e agli esiti dell’offerta di transazione ai soci. Piccola nota positiva: la copertura dei crediti deteriorati sale al 48,5% (+6,1% rispetto al 2015).

Nel dispaccio, inoltre, si legge che la banca ha concluso l’offerta di rimborso ai soci azzerati: hanno aderito 66.712 azionisti (pari al 71,9% del totale), titolari del 68,7% delle azioni comprese nel perimetro dell’offerta. Al netto delle posizioni irrintracciabili e di quelle già oggetto di specifica analisi, la percentuale degli azionisti aderenti è pari al 72,9%, corrispondenti al 70,3% delle azioni BPVi rientranti nel perimetro dell’offerta di transazione.

Al 31 dicembre 2016 il prodotto bancario del gruppo (raccolta totale più impieghi con clientela) ammonta 52.886 milioni di euro, in flessione del 14,2% rispetto ai 61.671 milioni di euro del 31 dicembre 2015. La raccolta diretta, pari a 18.794 milioni di euro, segna una riduzione del 14,4% rispetto all’anno precedente. Il calo si è concentrato sulla componente commerciale (privati e imprese), che è quella che più ha risentito della crisi di fiducia. Per quanto riguarda la liquidità, a causa della difficile situazione specifica della banca, il deflusso dei fondi è stato fronteggiato tramite il ricorso al rifinanziamento presso la Bce, verso la quale l’esposizione è pari a 6,4 miliardi euro. In seguito all’approvazione del decreto sul risparmio del dicembre 2016 (garanzia statale su passività di nuova emissione), la banca ha potuto emettere un’obbligazione, appunto garantita dallo Stato, di 3 miliardi di euro con scadenza nel febbraio 2020. Tale bond – scrive sempre la banca – ha migliorato l’indicatore di liquidità LCR (Liquidity Coverage Ratio) ma nell’ultimo mese è peggiorato «come conseguenza della significativa uscita di raccolta commerciale a seguito dei timori di bail-in connessi alle incertezze sul processo di ricapitalizzazione». Perciò il cda ha chiesto a Banca d’Italia e al ministero dell’Economia un’ulteriore emissione di titoli sempre garantiti dallo Stato fino a 2,2 miliardi di euro della durata di 3 anni.

Infine, l’istituto annuncia di aver terminato il processo istruttorio interno sull’azione di responsabilità nei confronti dei ex consiglieri, sindaci e componenti della direzione generale. L’atto di citazione verrà depositato per la notifica nei prossimi giorni.

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