BpVi, effetto sentenza: corsa agli avvocati

Tra i soci delle due ex popolari venete è partita la corsa agli avvocati dopo la sentenza del tribunale civile di Verona che sabato, per la prima volta, ha condannato Banca Popolare di Vicenza a risarcire una delle sue azioniste truffate, la signora Bertilla Santacasa che ha ottenuto il ristoro di 40 mila euro investiti, più 11 mila euro di spese legali. Come scrive Giovanni Viafora sul Corriere del Veneto a pagina 2, consumatori e legali sono stati subissati di chiamate da parte dei soci che chiedevano spiegazioni sul valore della decisione. Coloro che hanno accettato l’offerta di transazione, spiega  l’avvocato Fulvio Cavallari, responsabile veneto di Adusbef, «ci chiedono se adesso sia possibile revocare l’offerta per intraprendere l’iter giudiziario; chi invece ha scelto la causa civile ci domanda se ora, a fronte di una simile decisione, non sia tracciata una tendenza giurisprudenziale univoca».

Intanto per effetto della decisione di Verona, sono aumentate a decine le cause depositate solo ieri contro la banca. «Accettare la transazione? Con una sentenza come quella di Verona ora bisogna essere degli sconsiderati a transare – sostiene Cavallari – Questa sentenza apre la strada al risarcimento degli azionisti truffati. Le irregolarità che abbiamo riscontrato analizzando la documentazione dei clienti sono gravissime». Più cauto, invece, Valter Rigobon (Adiconsum): «una sentenza non fa giurisprudenza, ce ne sono altre che dicono l’esatto opposto. Dobbiamo aspettare che ne vengano almeno altre».

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