«“Fa’Afafine”, spettacolo inaccettabile: no gender a scuola»

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Il consigliere regionale Sergio Berlato (FdI-AN-MCR) denuncia in una nota come «a Vicenza, come purtroppo già avvenuto in altre città, si stia promuovendo uno spettacolo teatrale a dir poco discutibile, rivolto agli alunni delle suole primarie, senza coinvolgere in questa scelta le famiglie». Il riferimento di Berlato è «alla rappresentazione teatrale “Fa’Afafine“, nella quale il protagonista è un ragazzo che vive la sua identità sessuale come le targhe alterne: nei giorni pari si sente maschio e in quelli dispari femmina. Il tutto, in un contesto familiare in cui i genitori invece di essere punti di riferimento sono essi stessi guidati da una confusione dei ruoli tanto da indurre il figlio ad essere padre-madre di adulti-bambini; insomma, un tripudio di ambiguità che non ha nulla di educativo».

«Ci si dimentica – ricorda Berlato – che la Circolare ministeriale del MIUR n. 1972 del 15 settembre 2015 ribadisce che “tra i diritti e doveri e tra le conoscenze da trasmettere, non rientrano in nessun modo né ideologie gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”. Nella descrizione dello spettacolo teatrale si fa esplicitamente riferimento al “gender creative child” e questa è un’ulteriore conferma che questa iniziativa ha lo scopo di far veicolare messaggi devastanti per l’equilibrio psichico dei nostri figli. Non possiamo tollerare – conclude – che in nome di una presunta libertà di espressione artistica si vada a violare il diritto delle famiglie di evitare che i propri figli vengano plagiati da chi diffonde queste teorie che riteniamo pericolose ed inaccettabili».

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  • don Franco di Padova

    Assolutamente condivisibile.
    La confusione nei ragazzi non è presupposto di libertà, ma origina solo devianze educative e sofferenze.
    Piaccia o meno, il ragazzo cresce dogmatico e, nel tempo, conquista le proprie idee e le proprie libertà.
    Confusioni imposte quali la scemata pseudoartistica del genere “a targhe alterne” o del multiruolo (padre, madre, adulto, bambino), possono piacere solo ai distruttori di professione delle nostre famiglie e della nostra società, non far crescere i nostri figli.
    So che questa azione devastante finirà relativamente presto, spazzata dalle tardive e feroci reazioni che susciterà, ma, se vogliamo un poco di bene alla nostra società, dobbiamo opporci a questi tentativi, per ridurre il dolore e per ritardarne l’avvento.
    Demolitori di tutto il mondo, solo il benessere conquistato da chi aveva valori positivi, ben diversi dai vostri cosiddetti, vi tiene in vita.
    Voi distruggerete benessere e valori diffusi, ma da voi verrà la vostra stessa sventura.