Indipendentisti veneti: «alpini servi, tricolore infame»

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«Vergognosi sudditi e servi, che issano nelle nostre strade l’infame tricolore italiano». Queste le durissime parole di Sergio Bortotto (in foto), presidente del Movimento di Liberazione Nazionale del Veneto (Mlnv) e del sedicente Governo Veneto provvisorio contro l’adunata degli Alpini. Come scrive Federico de Wolanski su La Nuova Venezia a pagina 10, Bortotto punta il dito contro i sindaci «che autorizzano questi alpini, servi del regime straniero italiano, a insozzare per mesi le nostre strade con i tricolori, per autocelebrarsi con la loro adunanza di maggio». «L‘infame emblema italiano – prosegue Bortotto – è furbescamente issato ad ogni angolo perché l’italia non sa proprio più come coinvolgere la cittadinanza con le celebrazioni dei suoi falsi miti, del falso patriottismo, di una invereconda e sfrontata pretesa di ritenerci italiani per forza. Non basteranno neppure gli alpini – tuona il presidente di Mlnv – a impedirci di spazzare via una volta per tutte questo sciagurato periodo di occupazione italiana».

Ma le reazioni non si fanno attendere, soprattutto quella dell’ex sindaco leghista di Treviso Giancarlo Gentilini: «i venetisti sono impazziti, gli alpini sono sacri, certe affermazioni sputano in faccia alle migliaia di persone che sono morte per la Patria. Autonomia? Indipendenza? In questo caso non c’entrano nulla. Io non appoggerò mai le loro parole e anzi penso che il loro movimento dovrebbe essere cancellato, eliminato». Gentilini bolla i venetisti come «bastardi» li paragona ai «bolscevichi, ai comunisti che dicevano di sparare contro i soldati italiani».

(ph: mlnv.org)

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  • don Franco di Padova

    Gentilini ha ragione.
    Anche ammettendo il diritto dei veneti all’autonomia, la storia non si cancella.
    I nostri padri hanno combattuto e sono morti, per noi e per l’Italia.
    Vogliamo cancellarne la memoria?
    Per cortesia, meno “ombre” e più ragionamenti.