«No a trivella emiliana, Polesine rischia di affondare»

Si riaccende la protesta in Polesine contro il progetto “Teodorico” della multinazionale Po Valley pronta a far ripartire le trivellazioni al largo dell’Emilia Romagna. Come scrive Natascia Celeghin a pagina 14 dell’edizione di Padova e Rovigo del Corriere del Veneto, il progetto prevede l’installazione una piattaforma per l’estrazione di idrocarburi ad oltre 12 miglia dalla linea di costa, un piano a cui Bologna ha già risposto favorevolmente. La piattaforma però ha scatenato le ire di politici e ambientalisti del Polesine che temono che la prossimità della trivella possa produrre un fenomeno di sprofondamento del fondo marino in corrispondenza del Delta del Po recentemente dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

«Studi dell’Università di Padova dimostrano che la subsidenza legata al progetto Teodorico risulta circoscritta alle immediate vicinanze del giacimento, annullandosi completamente già ad elevata distanza dalla costa , a circa 2 km – rassicura Daniele Manzarati della Po Valley – Allo stesso modo, l’impatto ambientale complessivo è risultato “non significativo” con un abbassamento del fondo del mare di 10 centimetri in 20 anni». «Non venite a prenderci in giro sulla subsidenza – risponde a stretto giro l’ingegnere Giancarlo Mantovani, direttore generale del Consorzio di Bonifica: non siamo inesperti su questo argomento – ci sono studi mirati che hanno dimostrato che nell’arco di 20 trascorsi dal 1993 ad oggi il bacino è diminuito di 3 metri».

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