Pedemontana, protesta “bio” dell’agricoltore espropriato

«Difenderò con le unghie questo terreno, frutto del duro lavoro come emigranti in Canada dei miei genitori». Così in un articolo di Davide Nordio su La Tribuna a pagina 21, Evelino Signori, proprietario di un terreno confiscatotra Edificio e Vedelago per far posto alla costruzione della superstrada Pedemontana. Signori, che è stato espropriato a sorpresa del suo terreno mentre era all’estero per un viaggio di lavoro, è odontoiatra di mestiere ma agricoltore per passione. Nel suo appezzamento produce, in cooperazione con Mulino Terrevive di Rossano, il kamut, un cereale biologico usato per fare la pasta. «Se di qui passa la superstrada perderò anche la certificazione biologica», lamenta Signori che si presenterà al palazzo della Regione con dei campioni simbolici della terra del suo campo.

«Per essere certificati bisogna rispettare determinati requisiti anche distanze di rispetto da strade a grande scorrimento – spiega l’agricoltore – quindi comunque vada niente più biologico. C’è anche un danno economico: per il terreno a uso momentaneo mi darebbero 800 euro una tantum. Io ci ricavo 100 euro a quintale di kamut biologico, ne produco almeno cento quintali. Fate voi i calcoli. E li facciano anche i coltivatori che piantano grano che vale 16 euro a quintale: vale o no la pena convertirsi al biologico?».

(ph: ilfattoalimentare.it)

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