«Preghiera censurata, non ha deciso Pizziol»

«Non c’è alcuna volontà, tanto meno da parte della diocesi di Vicenza, di penalizzare o limitare le associazioni, e tra queste quella nazionale degli alpini». Così sul Corriere del Veneto a pagina 13 dell’edizione di Vicenza, Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici, organo ufficiale della Chiesa di Vicenza, replica alle polemiche sulla censura della “Preghiera dell’Alpino” ai funerali. «Si tratta semplicemente di armonizzare le esigenze delle singole associazioni, in relazione ai riti funebri di propri componenti, con la liturgia e le regole della Chiesa cattolica, adottando un linguaggio comune che certo c’è – precisa -. Il funerale è un atto di fede della Chiesa e rivolto al futuro. Celebra la fede nella vita eterna, per cui il ricordo del defunto deve trovare la giusta collocazione nel rito, senza diventare prevalente».

«Preciso che la diocesi ha recepito le diposizioni dell’Ordinariato militare, organo ecclesiale cui fanno riferimento i corpi militari e che, per analogia, riteniamo possa regolare anche il rapporto con le associazioni di ex combattenti. La cancellazione del riferimento alle armi ha quindi come contesto la riflessione della Chiesa sulle proprie regole e non una decisione del vescovo, Beniamino Pizziol», conclude Paoletto.

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