Armi alla mafia, arrestati 2 pompieri e 2 militari padovani

Due vigili e due militari sono stati arrestati con l’accusa di aver fornito armi ad un’organizzazione criminale con base in Sardegna e ramificazioni in Veneto e Nord Italia che pianificava rapine ai portavalori, estorsioni e traffico di droga. Come scrive Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 5 si tratta di Renato Bazzan, 58 anni di Conselve e capo distaccamento dei Vigili del Fuoco di Este, il figlio Willy, pompiere a chiamata 29enne, un luogotenente dell’esercito Giuseppe Mattei, 56enne di Cadoneghe, e un civile dipendente del ministero della Difesa Paolo Paris, 52enne di Stanghella. Nell’ambito di un operazione delle forze dell’ordine, ieri mattina sono state sequestrate 600 armi di vario genere a casa di Renato Bazzan, 10 tra carabine e pistole a Willy, qualche decina di Beretta, fucili e doppiette a Mattei, un fucile e una pistola a Paris.

Secondo il gip del Tribunale di Cagliari i padovani avevano «il ruolo di abituali fornitori di un rilevante numero di armi da sparo, comuni e da guerra, tra le quali pistole semiautomatiche, fucili mitragliatori, Galil di produzione israeliana. Armi che per la maggior parte venivano trafugate dal 15esimo Centro rifornimenti e mantenimento di Padova, struttura dell’Esercito italiano incaricata della distruzione delle stesse, sequestrate o conferite dal luogotenente Mattei e dall’impiegato addetto alla distruzione Paris e quindi consegnate al perito balistico Renato Bazzan. Che dopo aver provveduto, quando necessario, a riassemblarle e a clandestinizzarle, le cedeva a Mereu (Giovanni Antonio Mereu, il “boss” di Nuoro, ndr) con la collaborazione di suo figlio Willy, che si occupava di trasportare le armi da Conselve alla casa di Mereu in provincia di Parma».

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