Pfas, asilo chiede soldi a Miteni

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Il Polo dell’infanzia di Brendola (Vicenza) mette al bando l’acqua del rubinetto e si prepara a chiedere una richiesta formale di contributi alla Miteni per l’installazione di un impianto di depurazione a scuola. Come scrive il Corriere del Veneto a pagina 9, l’asilo, tra i più grandi in provincia, è di proprietà parrocchiale e accoglie 220 bimbi fino a sei anni. «Già da qualche mese avevamo adottato l’iniziativa dell’acqua in bottiglietta a pranzo. Le recenti notizie di cronaca hanno spinto decine di mamme e papà a chiederci di far bere ai bambini esclusivamente quella non solo a tavola durante i pasti, ma anche in tutti gli altri momenti di routine della giornata scolastica», spiega Alberto Vicentin, presidente del Gruppo di Gestione della scuola.

La scuola inoltre chiederà a breve un contributo all’azienda chimica di Trissino ritenuta responsabile dell’inquinamento da Pfas in mezzo Veneto: «stiamo valutando l’idea di installare un impianto centralizzato, ora vedremo se ai carboni attivi o a nano filtrazione a membrana, e invieremo anche una richiesta di libero contributo all’azienda di Trissino in sostegno del nostro Polo. Anzi dal momento che sicuramente la Miteni ha maggiore competenza chiederemo, se possibile, anche dei consigli sul tipo di impianto. Poi dovremo anche considerare i costi di una tale installazione», conclude Vicentin sul Giornale di Vicenza a pagina 31 in un articolo di Antonella Fadda.

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