Schio, condannato per colpa di un sosia: chiede danni a Stato

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L’incubo un po’ di tutti: essere accusati e puniti di qualcosa che non si ha fatto. E’ quello che è successo ad un 38enne di Schio che, come racconta il Giornale di Vicenza, ha trascorso gli ultimi 11 anni ad essere «il rapinatore del cimitero» con tanto di testimoni che assicuravano di averlo riconosciuto. Un errore clamoroso visto che nel settembre del 2015 è stato scagionato dopo una perizia che comparava le caratteristiche fisiche del ladro con quelle del ragazzo accusato. Intanto ha subito due ordini di custodia per 50 giorni di arresti domiciliari e una condanna in primo grado a quasi 5 anni di reclusione. «La mia vita è stata stravolta da un sosia perchè non c’è dubbio che i testimoni fossero in buona fede». Per questo il 38enne ha avviato una causa contro lo Stato italiano chiedendo 50 mila euro di risarcimento

 

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