Jihad a Venezia, inchiesta nata dopo minacce a datore lavoro

L’indagine, che ha portato al blitz antiterroristico di questa notte nel cuore di Venezia, è stata avviata nel 2016 grazie alla segnalazione del datore di lavoro di uno dei tre arrestati che aveva subito delle minacce. E’ quello che emerge dalle parole del questore Angelo Sanna e del comandante dei carabinieri Claudio Lunardo che sottolinea l’importanza dei cittadini nel segnalare situazioni che ritengono sospette. Un altro episodio che aveva acceso i riflettori degli inquirenti sui kosovari è stato il rientro di uno dei tre dopo un periodo passato in Siria. «Il gruppo è stato monitorato – hanno spiegato gli investigatori – anche per periodi lunghi, anche quando non emergevano cose significative». Sempre secondo gli investigatori la cellula jihadista non sarebbe stata in grado di colpire, proprio perché “attenzionata” da mesi parte delle forze dell’ordine.

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