«Punti nascita piccoli, insicuri per mamme e bebè»

Ginecologi e ostetriche hanno depositato al Tar un ricorso contro la Regione Veneto sui 7 presìdi con meno di 500 parti all’anno. Come scrive Sabrina Tomè su La Nuova Venezia a pagina 2, secondo i medici i punti nascita più piccoli di Venezia, Pieve di Cadore, Piove di Sacco, Adria e Trecenta nel Rodigino, Asiago e Valdagno nel Vicentino non sono sicuri per mamme e bambini in quanto adottano standard qualitativi diversi rispetto a quelli nazionali. Nel mirino di ginecologi e ostetriche c’è la delibera regionale con cui si ufficializza la permanenza di questi centri in deroga alle disposizioni nazionali per scongiurarne il rischio chiusura.

Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) e Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) criticano in particolare la presenza del pediatra per sole tre ore al giorno anziché per tutto il giorno, del ginecologo per 12 ore al giorno anziché per 24 e la mancata disponibilita 24h su 24 della sala operatoria. Tutte condizioni che secondo i medici mettono a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria.

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