“Spin doctor”, il mercenario del giornalismo

Può passare da un candidato all’altro, basta che lo paghino. Tradotto: è chi aiuta a imbrogliare le carte

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Chiedo a un giornalista di cosa si stia occupando. Mi risponde: «in questo momento faccio lo“spin doctor”». Rimango sorpreso dalla sincerità di questa riposta che denota, spero, l’ignoranza del significato del termine. Perché non voglio pensare che questo giovane trentenne, deluso per non essere stato assunto da un quotidiano, ritenga che fare lo “spin doctor” sia una professione eticamente accettabile, in particolare per un giornalista. Anzi è quanto di più lontano esista dal vero giornalismo che dovrebbe essere il cane da guardia (watchdog) del potere. Lo “spin doctor” è l’esatto contrario: colui che aiuta i politici a conquistarlo falsificando le notizie.

Il termine “spin doctor” pare sia stato creato da Saul Bellow nel 1977 durante una conferenza ed entrò nel linguaggio comune dei media americani (New York Times) nel 1984. Oltre ai giornalisti, l’essere definiti “spin doctor” fa infuriare anche i professionisti delle PR e della comunicazione con i quali talora li si confonde. “Doctor” è ironicamente usato come specialista; “spin” significa far girare, rivoltare, in pratica deviare l’informazione: girare la frittata.

Nelle campagne elettorali di solito operano due tipi di professionisti della comunicazione: i giornalisti per l’ufficio stampa, gli esperti di Pr e comunicazione. Se si tratta di campagne minori, capita che la stessa persona svolga entrambi i ruoli. Il termine “spin doctor” invece è denigratorio e offensivo. Non dite mai in ambiente anglosassone che fate di mestiere lo “spin doctor”! Fareste una figura meschina. A meno che non vi trovate in una comitiva di mascalzoni.

Lo “spin doctor” non è né un giornalista né un esperto di comunicazione, ma si tratta di chi imbroglia le carte, ribalta il significato delle notizie, diffonde falsità a vantaggio di chi lo paga, senza condividerne gli obiettivi politici. Può passare dall’uno all’altro candidato indifferentemente, basta che lo paghino. Lo “spin doctor” è quanto di più lontano ci sia dal giornalista il quale si limita a riportare i fatti e, se esprime un’opinione, lo fa in libertà e in modo dichiarato. L’esperto di comunicazione si impegna professionalmente a spiegare in modo chiaro ai diversi elettori quel che il candidato propone.

È normale e tollerabile che s’avvalga degli strumenti della propaganda e del marketing politico per metterlo nella migliore luce possibile. Ma anch’egli, se è un professionista onesto, non può operare come uno “spin doctor” e diffondere sistematicamente falsità, far girare notizie false o arrangiarle in modo da farle capire in modo errato. Al più (e solo fino a un certo punto) questo comportamento è tollerabile in un politico.

Chi scende in campo nella campagna elettorale ha il coraggio di metterci la faccia, rischia la reputazione, talora denaro e certamente il suo tempo. Soprattutto dichiara esplicitamente la propria partigianeria. Quindi, si adatta alle condizioni del dibattito: à la guerre comme à la guerre! Gli si può concedere qualche piccola furbata o di rigirare un po’ le notizie a proprio vantaggio, sapendo che quando l’ha fatto una volta, non gli si crederà più in futuro. In cambio ottiene quel potere e consenso che, si spera, utilizzerà a buon fine. Poiché non viviamo nel mondo delle favole, sappiamo che qualche deroga all’etica professionale di giornalisti e comunicatori può capitare. Ma sollevare al rango di professione l’imbroglio dichiarato è un’indecenza.

Tags: , ,

Leggi anche questo

  • zenocarino

    Più chiaro di così,troppi rampanti …..

    • Maska

      … e troppa gente che gli crede, senza fare analisi critica…