Carceri a Rovigo e Vicenza, esempio di un’Italia allo sbando

La riforma della giustizia è al palo da tempo inimmaginabile. Dovrebbe includere anche un investimento nei penitenziari, come dice la Ue

In Italia la sinistra ha governato per tredici degli ultimi 23 anni, dimostrando – anche in periodi di economia in crescita – di non saper portare il nostro Paese ai livelli di sviluppo degli altri Stati europei. Sono mancate le vere riforme, i tagli alla spesa pubblica inutile e clientelare, e infine, il dissennato spreco di risorse economiche pubbliche da parte di Renzi, che per mantenere i consensi elettorali, in soli due anni ha aumentato il debito pubblico di oltre 200 miliardi di euro. Non bastasse, per non incorrere nelle sanzioni da parte della Ue, dovranno succhiare altro sangue agli italiani per trovare ancora 3,4 miliardi di euro che mancano nel blancio del 2017.

Inoltre, nei luoghi deputati a governare la politica economica del nostro continente, anche con riferimento all’Italia si parla sempre di più di un’Europa di serie A ed una di serie B. Evidentemente, in una situazione così fallimentare, non si possono trovare risorse per investimenti pubblici, che consentano di affrontare il dramma della disoccupazione giovanile (oltre il 40%), ma sono venuti a mancare anche i mezzi economici per portare a termine vecchi “progetti” iniziati anni fa. Tra queste iniziative, tanto caldeggiate e urgenti, spiccano i milioni spesi per costruire nuove carceri, un obbligo imposto con sanzioni dall’Unione Europea, che considera, e giustamente, inadeguati i nostri istituti di pena, soprattutto per l’eccessivo affollamento di ospiti.

Prendiamo il caso macroscopico di Vicenza, nel carcere “Del Papa”a San Pio X. Nel luglio 2016 è stato inaugurato un nuovo padiglione costato 9 milioni e mezzo di euro, ma ben 3 piani dei cinque costruiti non possono essere utilizzati per mancanza di personale di custodia. Troviamo un caso analogo anche a Rovigo, dove il nuovo carcere, con la possibilità di ricevere 300 detenuti, oggi ne accoglie solo 90, sempre per la stessa causa: mancanza di personale. Tutto ciò ha dell’incredibile: con varie sentenze tuttora in vigore, la Corte di Giustizia Europea dei diritti umani ha stabilito che se il detenuto non ha abbastanza spazio nella cella, gli dev’essere riconosciuto uno sconto di pena piuttosto consistente.

Da una parte i processi troppo lunghi, che spesso portano alla prescrizione del reato, dall’altra la non certezza della durata della pena (indulti vari) ed ora le carceri non utilizzate, sembrano ricordare comiche da Repubblica delle Banane. La riforma della giustizia è al palo da tempo inimmaginabile. E si avanti così, in attesa del congresso del Pd.

Tags: , , ,

Leggi anche questo