Caso Mascolo, ex procuratore Treviso: «parole indecenti»

«Quelle di Mascolo sono dichiarazioni indecenti, non trovo nemmeno l’aggettivo… No, non può parlare così un giudice, ancor più in servizio». Così, intervistato da Andrea Passerini su La Tribuna a pagina 19, l’ex procuratore di Treviso, Gianfranco Candiani, interviene nella polemica seguita alle esternazioni del giudice trevigiano Mascolo (in foto) che aveva sostenuto la necessità di armarsi di fronte all’assenza dello Stato. «Sono sorpreso che dopo tali dichiarazioni il giudice Mascolo sia ancora al suo posto – continua il magistrato – di fronte alla gravità di quel che ha detto, sarebbe dovuta scattare l’immediata sospensione dal servizio».

«Trovo semplicemente inammissibile che un soggetto come lui, con un ruolo istituzionale, si presti a posizioni che sposano la più facile demagogia – è il duro commento di Candiani – . Con le armi non si scherza, e non si fanno proclami. Le leggi dello Stato disciplinano l’uso delle armi. Ma soprattutto un uomo dello Stato non può svilire, se non assumere una posizione così ostile, allo Stato stesso. Se vuol attaccare lo Stato, lo faccia da fuori: allora lasci il suo ruolo, tanto più se lo fa con la Lega addosso». «Nessuno lo discute: la sicurezza è una priorità, direi anche un’urgenza, di ogni comunità civile – conclude l’ex procuratore – Ma è anche questione delicatissima non può essere tratta a colpi di populismo».

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