Mestre, terroristi pregavano al centro islamico

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I tre militanti arrestati della cellula jihadista che progettava un attentato al Ponte di Rialto, frequentavano ogni venerdì il centro islamico di via Fogazzaro Mestre. Come scrive Marta Artico su La Nuova Venezia a pagina 4, il luogo di preghiera accoglie fedeli musulmani di tutte le nazionalità compresi i kosovari come i due aspiranti terroristi. «Uno di loro l’ho visto in giro – dice Kamrul Syed, portavoce della comunità islamica – ma di certo non si domanda la carta d’identità quando una persona entra a pregare, è possibile che siano passati di qua. Sono persone che la religione la usano, ma non sono uomini di fede, questo è certo. Spiace per l’età giovanissima. Come si fa a entrare nel cervello della gente?».

«Non avremmo mai immaginato che a Venezia si progettasse qualche cosa di simile – commenta Amin Al Ahdab, presidente della comunità islamica di Venezia e provincia – Alla sicurezza teniamo due volte gli altri. Proprio perché sappiamo cosa può causare la sua mancanza. Sono persone che non sanno che non si può scherzare col fuoco, che non capiscono la gravità delle conseguenze delle cose che dicono o pensano. Ringrazio procura, prefettura, tutte le forze dell’ordine che ci garantiscono la sicurezza. Invito le comunità a tenere gli occhi vigili, a collaborare, a non sottovalutare qualsivoglia gesto o segno, meglio prevenire che curare, senza creare allarmismi di sorta. Si deve lavorare su due fronti: l’informazione e la formazione nelle moschee, e la prevenzione da parte delle forze di polizia, unitamente alla collaborazione».

 

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