Rischio attentati a Venezia, Solesin: «era prevedibile»

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«Lo sapevamo e lo sappiamo tutti purtroppo che qualcosa del genere poteva succedere da un momento all’altro». È il commento, riportato dal Corriere del Veneto, di Alberto Solesin, padre di Valeria, la ricercatrice veneziana uccisa nell’attentato al Bataclan di Parigi, alla notizia dell’arresto dei kosovari che progettavano un attacco a Rialto. «Sono stati fermati prima – dice Solesin – grazie alle forze di polizia. Per bravura ma anche per un po’ di fortuna l’attentato non è stato portato a termine».

Per Solesin, «la situazione italiana forse è anche più facile da un certo punto di vista. Siamo un Paese ad immigrazione più recente, quando ero giovane io c’erano pochi migranti, gli albanesi in fuga e qualcuno di quelli che si chiamavano vu’ cumprà. Cominciano ora le seconde generazioni. In Italia in un certo senso il migrante è ancora “distinguibile”. E spesso questo porta le persone ad avere maggiore attenzione. Siamo agevolati nella prevenzione perché siamo indietro nell’integrazione».

(Foto di archivio)

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  • pippo

    allora, quando saremo “avanti nell’integrazione”, staremo meglio o staremo peggio?