Prefetto Venezia: «integrazione per battere terroristi»

Più apertura per combattere il terrorismo. Queste le parole d’ordine del prefetto di Venezia, Carlo Boffi, che all’indomani dell’arresto dei quattro kosovari sospettati di progettare un attentato a Rialto in un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto (a pagina 2 dell’edizione odierna) traccia la strada per la lotta al terrorismo.

Una strada che parte proprio dal «nostro senso di umanità e di solidarietà», che fa il paio con «l’assenza sul piano urbanistico di ghetti e banlieu» e che rende difficile per gli «esaltati» trovare terreno fertile per i loro progetti terroristici. Secondo Boffi non è un caso, dunque, che l’Italia sia «il Paese europeo che meno ha patito gli attacchi del fanatismo islamico».

Buona parte del merito, ovviamente, spetta agli inquirenti e alle forze dell’ordine. Ma molto dipende anche dal carattere accogliente degli italiani (e dei veneti). «Abbiamo prove concrete – racconta Boffi – raccolte durante l’attività investigativa, che dimostrano come nella fase di reclutamento gli islamisti radicali sbattano contro considerazioni come “gli italiani sono brave persone”, “non ci fanno la guerra”, “qui stiamo bene”, “perché mai dovremmo far loro del male?”».

Tags: , , ,

Leggi anche questo