Attentato a Venezia, il jihadista: «non sono dell’Isis»

Si sono conclusi ieri gli interrogatori di garanzia degli ultimi due presunti jihadisti arrestati a Venezia. «Mai stato in Siria. Non ho mai fatto viaggi in Siria e sono totalmente estraneo all’Is. In Kosovo? Sono andato per trovare i miei parenti, altro che addestramento. La ferita alla mano me la sono procurata cadendo». Queste le confessioni del ventiquattrenne Fisnik Bekaj – riportate su La Nuova Venezia a pagina 2 – al suo avvocato, a margine dell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Santa Bona a Treviso.

Nelle conversazioni intercettate, tuttavia, parlava apertamente di jihad. «ma non abbiamo mai pensato di agire». Davanti al giudice, Bekaj si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta anche da parte del diciassettenne kosovaro fermato giovedì. Il gip ha convalidato il fermo del minore, considerato il più facinoroso tra i quattro. Per gli accusati di terrorismo è prevista la detenzione in regime di alta sicurezza, con una sorveglianza più ristretta per evitare episodi di assoggettamento ai danni dei detenuti.

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