«Contro terroristi la pena di morte»

«I terroristi colmano gli spazi vuoti che la società non riesce a riempire per i giovani». A dirlo è Nicolai Lilin, scrittore russo naturalizzato italiano autore de «L’educazione siberiana», intervistato dal Corriere Veneto a pagina 3. «L’eccessivo perbenismo e l’abuso di concetti democratici», secondo Lilin, «possono indurre reazioni estreme
in certe «persone che arrivano da realtà diverse e magari hanno problemi d’identità», fino a «renderle vittime dell’influenza dell’Islam».

«La colpa è anche delle comunità musulmane, per le quali nutro rispetto ma che devono assumersi le loro responsabilità. Dobbiamo rivedere il sistema di controllo dell’immigrazione, chiudere le frontiere e aiutare le popolazioni povere nei loro Paesi. Contro i terroristi bisogna adottare misure straordinarie, come quelle imposte negli anni di piombo ai brigatisti». Lo scrittore russo non ha dubbi: «purtroppo siamo in guerra, se non li disarmi ti uccidono. Solo per loro va reintrodotta la pena di morte», poiché i jihadisti «agiscono contro l’umanità».

(Ph. Nicolaililin.it)

Tags: , ,

Leggi anche questo