«Contro terroristi la pena di morte»

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

«I terroristi colmano gli spazi vuoti che la società non riesce a riempire per i giovani». A dirlo è Nicolai Lilin, scrittore russo naturalizzato italiano autore de «L’educazione siberiana», intervistato dal Corriere Veneto a pagina 3. «L’eccessivo perbenismo e l’abuso di concetti democratici», secondo Lilin, «possono indurre reazioni estreme
in certe «persone che arrivano da realtà diverse e magari hanno problemi d’identità», fino a «renderle vittime dell’influenza dell’Islam».

«La colpa è anche delle comunità musulmane, per le quali nutro rispetto ma che devono assumersi le loro responsabilità. Dobbiamo rivedere il sistema di controllo dell’immigrazione, chiudere le frontiere e aiutare le popolazioni povere nei loro Paesi. Contro i terroristi bisogna adottare misure straordinarie, come quelle imposte negli anni di piombo ai brigatisti». Lo scrittore russo non ha dubbi: «purtroppo siamo in guerra, se non li disarmi ti uccidono. Solo per loro va reintrodotta la pena di morte», poiché i jihadisti «agiscono contro l’umanità».

(Ph. Nicolaililin.it)

Tags: , ,

Leggi anche questo

  • don Franco di Padova

    In Italia, la pena di morte esiste già da un pezzo.
    Gli estremisti islamici la applicano, al pari dei banditi slavi, dei mafiosi, degli amanti offesi.
    Sentenze rapide, senza appello, diffuse in tutta Italia ed esecuzioni in crescita costante.
    Ma, essendo molto civili, lasciamo la gestione della pena di morte solo ai delinquenti di qualsiasi specie e se reagiamo in nome della giustizia o del diritto offeso, sarà lo Stato che sistemerà le cose ASSICURANDOCI UNA PUNIZIONE ESEMPLARE.