Da veneto in Francia vi racconto le presidenziali. Molto “italiane”

Il favorito Macron è indagato per frode fiscale. La Le Pen? Una Salvini con le palle

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Sono venuto in Francia per amore, non esiste ragione migliore. Resto in Francia per amore, prolifico, e non serve altro. 9 anni qui, osservando il lento sgretolamento delle fondamenta di questo paese. Le elezioni presidenziali, tra qualche settimana, ci diranno in che direzione, il sistema, tutto, sta andando. Il panorama politico è pressoché identico a quello italiano: malaffare, diffuso ed oramai comunemente ammesso, ed ideologia al bando. Molti non vanno più a votare, altri, desiderosi di farlo, solo letteralmente spaesati.

I sondaggi, per quel che valgono, dicono questo: in testa Emmanuel Macron, consigliere di Holland, Ministro dell’economia, uomo di Rothschild, indagato per frode fiscale. Segue Marine Le Pen, Salvini con le palle, pericolosa mina vagante, più per i popoli che per il sistema. Più lontano Francois Fillon, primo misistro di Sarkozy, attualmente sotto inchiesta per appropriazione indebita di fondi pubblici. I sinistrati sono divisi tra Jean-Luc Mélenchon, ex ministro e senatore socialista, un ibrido non delirante tra Pannella e Grillo (che spero decida finalmente di defilarsi dal M5S) alla testa dei comunisti francesi e Benoît Hamon giovane leader socialista appartenente all’ala più a sinistra e critica del parito (vincitore a sorpresa delle primarie, ha ricevuto un voltafaccia di granparte del partito che ha deciso di sostenere Macron, scatenando le ire della base).

Poi un nugolo di altri candidati che insieme potrebbero, forse, ambire a riunire un 5 per cento. Se Melanchon e Hamon (con programmi pressoché identici) non decideranno di fare corsa insieme (ipotesi che personalmente caldeggio), il secondo turno sarà senz’altro tra la Le Pen e Macron, ovvero la scelta sarà tra un salto nel vuoto nazional-populista ed il mantenimento dello status quo della legge dettata dai mercati finanziari. Se vincerà il Fronte Nazionale (cosa pressoché impossibile) penso faremo di tutto per lasciare la Francia (immaginatevi l’Italia governata in modo pressoché incontrastato da Salvini), e l’ipotesi Macron diventerebbe il minore dei mali. Per la cronaca, qui esiste un’entità simile al M5S, ma la candidata non è riuscita a mettere insieme le 500 firme dei sindaci, necessarie per potersi presentare alle elezioni.

Quella sopra è una polaroid, un fermo immagine della realtà d’Oltralpe, desolante e sempre più simile a quella italiana, tutto è bloccato o si muove con lentezza bradipa. Sfiducia, rassegnazione, attesa. Anche i movimenti sociali, attivissimi nello scorso autunno, tacciono. Gli eventi causeranno reazioni. La Francia ha pesantemente messo un ginocchio a terra. Se cede, cadiamo tutti – e potrebbe non essere la peggiore delle ipotesi.

Tags: , ,

Leggi anche questo