«Torre Ricerca, da Città Speranza all’Università»

«Ho sempre avuto grandissima ammirazione per la Città della Speranza, è una macchina da guerra nel fund raising. A un certo punto però, una volta costruita la Torre, c’è stato un passo che credo abbia messo un po’ in difficoltà l’Istituto: il voler, da parte dei vertici, entrare nella gestione della ricerca anziché limitarsi a raccogliere fondi e poi erogarli a chi la ricerca la fa professionalmente come l’Università. L’auspicio è che Città della Speranza faccia un passo indietro. Il migliore gestore della ricerca è l’Università e gli imprenditori danno volentieri i soldi per aiutare gli studi scientifici». Così intervistato da Sabrina Tomè sul Mattino a pagina 10, Francesco Peghin, imprenditore della Blowtherm, ex presidente di Confindustria Padova ed ex vicepresidente della Città della Speranza.

«Credo non sia la cosa migliore l’ambizione – o la presunzione, a seconda dei punti di vista – di voler gestire la ricerca da chi non è adibito a far quello, quando invece c’è un’Università prestigiosa in grado di farlo al meglio. Questo Istituto è un’entità pubblica perché oltre a essere stato donato il terreno su cui sorge, è stato costruito con il sudore di tutta la città e di tutto il Veneto. Credo che la cosa migliore, che dà la garanzia maggiore, sia che la gestione spetti a Università e Scuola di Medicina», conclude Peghin.

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