Veneto, immigrati trainano ripresa economica

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Con un gettito Irpef di 774 milioni di euro – il 5,5% del totale -, il Veneto è la seconda regione italiana dopo la Lombardia per numero di contribuenti immigrati, che rappresentano il 9,3% del totale. Lo indica una ricerca della Fondazione Leone Moressa di Venezia. Come riporta L’Arena, la provincia con la maggior incidenza di contribuenti stranieri è Treviso (11,0%), seguita da Verona (10,4%). Treviso e Verona sono anche le province con il più alto numero di contribuenti stranieri in valore assoluto: oltre 50.000. La presenza più bassa si ha invece a Rovigo – 7 mila contribuenti stranieri -, in cui si ha anche la più bassa incidenza sul totale, 5,1%.

Osservando la variazione del numero di contribuenti e del volume Irpef nel 2016, emerge il ruolo degli immigrati nella ripresa economica. Complessivamente nel Nord-Est il numero di contribuenti stranieri ha registrato un aumento del +3,1%, contro un +0,2% degli italiani. Stesso discorso vale per il gettito Irpef, con +7,0% per gli stranieri e +3,0% per gli italiani. Il picco massimo si registra in Veneto, dove il gettito Irpef è aumentato dell’8%.

(Ph. Fondazioneleonemoressa.org)

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  • don Franco di Padova

    Tante belle parole per non indicare il gettito IRPEF complessivo e quello medio pro capite.
    I due dati ridicolizzerebbero le considerazioni fatte nell’articolo e la situazione da comica sarebbe drammatica mettendo in “dare” i costi sociali.
    Ma tant’è, mentre troviamo normale proporre di ridurre le pensioni sostenute da salatissimi contributi (circa un terzo del monte stipendi lordo), concepiamo l’idea di dare una pensione minima di mille € al mese a chi si è, con varie scuse, sempre riposato.
    Come diceva qualcuno, la madre degli imbecilli è sempre incinta e chi ha fatto la proposta si è ben guardato di verificare chi sarebbero i percettori di simili pensioni (nella maggioranza coloro che si sono ben guardati dal contribuire) e quanto percepirà un lavoratore di basso livello retributivo dopo 42 anni e 10 mesi di duro lavoro.
    Oltretutto, la pensione detta “sociale” è già un premio per gli evasori totali, per le prostitute con professione esclusiva, per i ladri in servizio permanente, per i drogati impenitenti.
    Così facendo, coloro che hanno avuto, per scelta, i più grandi costi sociali e che hanno gravemente danneggiato la collettività, sono anche quelli che hanno, in proporzione, la pensione più elevata.
    Inorridite, in proporzione ai contributi, anche più elevata dei nostri parlamentari.
    Purtroppo, oltre al problema delle madri sempre incinte, c’è anche il problema che gli stupidi non riposano e, quindi, ancor più del campionario cui si dedicano (per interessi ideologici o di volgare bottega), sono proprio loro che fanno danni ormai non più sostenibili.