«Zaia ricattabile, non può guidare l’autonomia»

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Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Stefano Zambon (vicepresidente di Sanca Veneta) sulla Pedemontana e il referendum sull’autonomia del Veneto

Il ricatto velato del sottosegretario Baretta sulla questione Pedemontana e referendum dimostra quanto Luca Zaia sia ricattabile e conferma la distanza abissale tra il governo italiano e le esigenze e priorità della grande maggioranza dei Veneti. La minaccia del governo centrale di bloccare il referendum sull’autonomia in cambio di fondi per coprire i debiti prodotti dal progetto della Pedemontana è inaccettabile e dimostra ancora una volta quanto il governo italiano sia avverso al desiderio di autonomia maggioritario in Veneto. E’ altrettanto vero che se il governo può oggi minacciare il presidente del Veneto è a causa del sistema clientelare che ha dominato la gestione della cosa pubblica del nostro paese per decenni, in particolare nella forma dei project financing.

Questo sistema, che nel breve termine ha creato consensi e profitti clientelari, deve essere fermato. Nel lungo periodo esso rappresenta la più grande minaccia alla causa dell’autonomia veneta e alla fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni venete. Luca Zaia è diventato troppo ricattabile, e di conseguenza non ha più la forza politica e morale per guidare questo processo. Il tergiversare del presidente del Veneto sulla data del referendum e quest’ultimo ricatto lo dimostrano. Come Sanca Veneta abbiamo sempre sostenuto l’importanza di questo referendum. Crediamo sia necessario per costruire un Veneto più prospero e una società più giusta. In questo momento di tensione è necessario che tutte le forze che hanno veramente a cuore la battaglia per l’autonomia del Veneto si impegnino a difendere la democrazia e le aspirazioni dei veneti all’autogoverno.

Stefano Zambon
Vicepresidente di Sanca Veneta

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