Ue, procura anti-reati finanziari: Italia non partecipa

Sale a sedici il numero di Stati europei che hanno sottoscritto la creazione di una Procura europea (Eppo) con poteri di indagare, perseguire e consegnare alla giustizia i responsabili di reati contro gli interessi finanziari dell’Ue – si stima che i bilanci nazionali europei perdano circa 50 miliardi di euro a causa di frodi transnazionali -. Dopo la firma dei ministri della giustizia di Francia, Germania, Spagna, Finlandia, Lussemburgo, Grecia, Slovenia, Romania, Bulgaria, Portogallo, Slovacchia, Repubblica Ceca e Lituania, ieri anche Belgio, Cipro e Croazia hanno notificato l’adesione alla “cooperazione rafforzata”, lo strumento per avviare progetti in assenza di unanimità.

Ungheria, Malta, Paesi Bassi, infatti, hanno già chiarito che non intendono partecipare all’iniziativa, come pure l’Italia. E proprio la mancanza di una volontà comune sarebbe alla base del no italiano. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, come riporta EuNews.it, ha dichiarato che «la proposta che è stata avanzata, e che forse poteva giustificarsi nella ricerca dell’unanimità, diventa ridicola nel passaggio della cooperazione rafforzata», ribadendo che «non è accettabile» un testo che «in qualche modo era costruito per tener conto di Paesi che poi si sono tirati fuori».

(Ph. Afp)

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