Boati in Cadore, nuovi sismometri e sito per segnalazioni

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Dopo le segnalazioni sui misteriosi boati percepiti nella zona del lago di Centro Cadore, sabato scorso 1 aprile, la Protezione Civile del Veneto si è immediatamente attivata per valutare scientificamente il fenomeno. «In collaborazione con il Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, che ha la responsabilità  del monitoraggio sismico in regione – spiega in una nota l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin – abbiamo, come prima misura, avviato verifiche sulla possibile origine sismica dei boati. Una prima analisi effettuata sulle misure registrate nelle stazioni sismometriche più vicine, ha peraltro dato esito negativo».

Oggi, per avere indicazioni più precise, sono stati installati due sismometri in prossimità del lago. Tramite l’OGS è stato inoltre attivato un sito per raccogliere in maniera sistematica le segnalazioni direttamente dai cittadini. Da questa mattina è pertanto attiva la rilevazione di eventuali eventi, ma sino a ora non sono stati segnalati nuovi boati. «La nostra attenzione e i nostri mezzi tecnici con il personale dedicato – conclude Bottacin – restano peraltro a disposizione della popolazione e del territorio per monitorare  con maggior certezza che non ci possano essere problematiche di diversa natura».

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    In primavera capitano questi boati in concomitanza del crollo di grandi strutture rocciose causato dal disgelo del ghiaccio profondo che lega la struttura: in particolare avvengono poco dopo un forte scarico di acque meteoriche che penetrando profondamente nelle fessurazioni della roccia, accelerano lo scioglimento del ghiaccio. Lunedì sera ci sono stati forti temporali in alta montagna.
    Con un drone e una ispezione fotografica bisognerebbe vedere se sono crollate torri o pinnacoli in alta quota ed i zone poco visibili dal fondovalle.