BpVi: 1 miliardo di danni a Zonin & C

Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi uno scoop sull’atto di citazione del cda di Banca Popolare di Vicenza contro la vecchia gestione dell’istituto. Come scrive Fabio Pavesi a pagina 9, i legali della banca hanno depositato ieri 340 pagine al Tribunale di Venezia in cui si chiama in causa la responsabilità nella disastrosa gestione dell’istituto di tutti i vecchi vertici: dall’ex presidente Gianni Zonin, all’ex Cda, ai sindaci, e all’intera direzione generale da Samuele Sorato, a Giustini, da Piazzetta a Marin. In tutto trentadue esponenti aziendali sono chiamati a rispondere per danni economici e reputazionali, per oltre un miliardo di euro.

Nell’atto di citazione dell’azione di responsabilità, si evidenziano 4 punti critici di mala gestio: 1) l’investimento per 350 milioni in tre fondi lussemburghesi (Athena e Optimum) che apparentemente servivano a creare rendimento per la banca e che hanno finito per investire in titoli illiquidi e ad alto rischio; 2) la pratica di finanziare con i soldi di BpVi i clienti perchè comprassero azioni della banca. Sono stati finanziati 1.277 soci per un valore di 1,08 miliardi, molti dei quali grandi clienti già in difficoltà di rientro con la banca. Solo sulle 17 posizioni più rilevanti la banca ha fornito prestiti per 434 milioni. Di questi, 313 milioni non hanno finanziato attività ma sono stati usati per comprare titoli BpVi; 3) Clienti azionisti fatti rientrare nei profili Mifid con vari artifici. 630 soci privilegiati riuscirono a vendere le azioni a prezzo pieno (i fittizi 62,5 euro) scavalcando i risparmiatori più piccoli che non riuscirono a fare altrettanto. 4) credito facile, dato senza garanzia che grazie ai prestiti baciati serviva a capitalizzare virtualmente la banca. La ricognizione sulle prime 50 posizioni di crediti deteriorati vede un’esposizione per ben 1,28 miliardi che hanno prodotto perdite per le svalutazioni per 686 milioni.

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