Confartigianato Venezia: «limiti take-away, salvati i potenti»

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Confartigianato va all’attacco della delibera comunale che vieta l’apertura di nuovi kebab e pizzerie takeaway a Venezia. «Intento lodevole – commenta il segretario Gianni De Checchi (in foto) in un articolo di Alberto Vitucci su La Nuova Venezia a pagina 20 – ma colpisce solo un settore marginale di chi vende cibo sulla pubblica via come artigiani e commercianti. Dimenticandosi dei Pubblici esercizi, che sono la stragrande maggioranza, e dei supermercati». «I limiti valgono solo per artigiani e commercianti – accusa De Checchi -, con la dimenticanza della potente associazione dei pubblici esercizi, guidata dal presidente Elio Dazzo e dal segretario Ernesto Pancin».

Secondo i dati di Confartigianato, senza contare le nuove aperture a Venezia le attività di pizza al taglio e kebab sono 56 (3,90 per cento), i bar sono 725 (61,49%) mentre i pubblici esercizi in totale (comprese pizzerie e ristoranti) sono 994 (84,24%). Confartigianato evidenzia che anche i bar e i pubblici esercizi offrono i loro prodotti per un consumo sulla strada. Secondo l’associazione dunque, per essere efficace la delibera dovrebbe colpire «la totalità dei soggetti che effettuano cibo “take away” e non solo gli estranei alla categoria dei pubblici esercizi». Gli artigiani ricordano infine che avevano proposto all’amministrazione comunale delle proposte di modifica alla delibera ma che queste non sono state recepite.

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